Storie di impatto
con Together We Ride

OLTRE I LIMITI
Storie vere di chi ha ritrovato lo sport grazie ad una protesi
Ogni protesi che realizziamo racconta una storia: di coraggio, di tecnica, di rinascita.
Le testimonianze di chi ha scelto Together We Ride sono il cuore del nostro lavoro: persone che, grazie a un ausilio sportivo su misura, hanno potuto tornare a praticare lo sport che amano — o scoprire di poterne fare uno nuovo.
In queste storie non ci sono solo protesi: ci sono vite che cambiano direzione, famiglie che ritrovano equilibrio, territori che si uniscono intorno a un’idea semplice ma potente — lo sport è un diritto di tutti.
Ecco alcune delle esperienze che ci ispirano ogni giorno, raccontate direttamente dai protagonisti.




“Oggi gareggio nel paratriathlon con una protesi che ho contribuito a progettare.
È la mia arma, il mio equilibrio, la mia libertà.”
Giorgio Canù
Argento al Campionato Italiano di Duathlon Paralimpico
Dalla riabilitazione all’agonismo
Giorgio Canù, originario dell’Abruzzo, ha subito la perdita parziale del braccio e della mano destra a seguito di un grave incidente sul lavoro.
Determinato a non rinunciare alla sua passione per lo sport, si avvicina al paratriathlon, ma incontra subito difficoltà nel ciclismo. Le soluzioni protesiche tradizionali disponibili sul mercato non solo non garantivano la necessaria sicurezza in caso di caduta, ma limitavano anche la sua capacità di esprimersi al massimo livello competitivo.
L’incontro con TWR
L’incontro con TWR segna un punto di svolta nel suo percorso sportivo. Partecipando attivamente alla progettazione delle sue protesi per il ciclismo su strada, Giorgio ha potuto contribuire allo sviluppo di un sistema innovativo focalizzato sulla performance agonistica, sulla scelta dei materiali e sulla sicurezza in sella. Grazie a questa opportunità oggi, il suo medagliere racconta meglio di ogni parola il successo del suo percorso.
Matteo Conconi
Primo atleta con disabilità nel circuito di Mountain Bike DH italiano
Un pioniere del Downhill urbano
Matteo Conconi, di Lugano, ha perso interamente il braccio destro a seguito di un grave incidente con la corrente ferroviaria durante un intervento di manutenzione. Nonostante la gravità dell’evento, ha scelto di non abbandonare la sua passione per lo sport e si è avvicinato al downhill urbano, gareggiando nelle più prestigiose competizioni europee. Tuttavia, le soluzioni protesiche esistenti non erano in grado di offrirgli né il controllo necessario né la sicurezza indispensabile per affrontare percorsi estremi.
L’incontro con TWR
Grazie alla collaborazione con TWR, Matteo ha potuto sviluppare una protesi avanzata, capace di riprodurre l’articolazione del gomito e dotata di un sistema di sgancio rapido dal manubrio in caso di caduta.
Questa soluzione gli ha permesso di competere ai massimi livelli, tanto da diventare l’unico atleta con disabilità presente nel circuito nazionale di Mountain Bike DH, affrontando avversari normodotati nella Ion Cup.
Animato dal desiderio di dimostrare le potenzialità delle soluzioni sviluppate, Matteo gareggia con i colori di TWR nel mondo delle competizioni di alto livello.




“La mia protesi per il downhill urbano mi ha permesso di affrontare percorsi estremi con gli stessi strumenti degli altri, ma con la mia storia sulle spalle.”



"Per anni ho pedalato soffrendo. Ora attraverso le Alpi in bikepacking, con una postura simmetrica e senza più dolori grazie alla mia protesi"
Sophie Hoelscher
Ciclista gravel, due volte sulle Alpi con protesi su misura
Dalla sofferenza al bikepacking senza compromessi
Sophie, ciclista tedesca, è nata con una malformazione all’arto superiore destro. Nonostante la disabilità, ha sempre praticato ciclismo su gravel e bici da corsa, sopportando però forti dolori alla schiena a causa della postura sbilanciata e della mancanza di una soluzione protesica adeguata. Le opzioni presenti sul mercato, infatti, non erano in grado di adattarsi alla sua conformazione fisica e correggere il disequilibrio strutturale.
L’incontro con TWR
Grazie all’incontro con TWR è stato progettato per lei un ausilio su misura, pensato per riportare in simmetria le spalle e consentirle una presa stabile ed efficace sul manubrio, sia in posizione alta che bassa. Questa protesi le ha restituito il pieno controllo della bici, migliorando le prestazioni e soprattutto il comfort alla guida.
Sophie ha attraversato per due volte le Alpi in modalità bikepacking su gravel, macinando migliaia di chilometri senza più dover accettare compromessi o convivere con il dolore. La sua testimonianza è un esempio di come l’innovazione su misura possa trasformare radicalmente l’esperienza sportiva di una persona.
Filippo Pinto
Boxer agonistico
La boxe come riscatto, la tecnologia come alleata
Filippo Pinto si avvicina alla boxe con una determinazione fuori dal comune. Nato con una malformazione alla mano, ha sempre dovuto adattarsi a un mondo pensato per atleti normodotati, trovando soluzioni alternative per allenarsi, colpire e proteggersi.
La passione per il pugilato, però, non è mai stata in discussione. Fin dai primi allenamenti, Filippo dimostra che il limite non è nella volontà, ma negli strumenti disponibili. Le difficoltà emergono soprattutto nella fase tecnica: la stabilità all’interno del guantone, la distribuzione delle forze d’impatto e la necessità di rispettare i regolamenti federali rendevano impossibile utilizzare adattamenti artigianali o soluzioni non certificate per la pratica agonistica.
L’incontro con TWR
L’incontro con Together We Ride nasce proprio dall’esigenza di trasformare una passione in un percorso sportivo strutturato. Insieme a Filippo è stato avviato un lavoro di progettazione condivisa, partendo dall’analisi del gesto atletico del pugile: chiusura del colpo, assorbimento dell’urto, allineamento dell’arto e sicurezza per l’atleta e per l’avversario.
Il risultato è stato lo sviluppo di un ausilio protesico specifico per la boxe, progettato per essere indossato sotto il guantone, invisibile dall’esterno ma fondamentale nella funzione.
L’ausilio:
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garantisce stabilità e corretta trasmissione della forza durante il colpo;
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distribuisce le sollecitazioni in modo sicuro, evitando punti di stress;
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è realizzato con materiali adatti alla pratica sportiva intensiva;
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rispetta gli standard richiesti in ambito federale, consentendo a Filippo di allenarsi e competere in contesti ufficiali.



"Grazie a questo percorso, ho potuto costruire una dimensione agonistica reale, allenandomi con continuità, migliorando la tecnica e confrontandomi con altri atleti senza dover scendere a compromessi sulla sicurezza o sulla regolamentazione."



"Grazie a TWR ho una protesi che mi rappresenta, leggera e comoda, senza compromettere la mia libertà in parete."
Laura Di Mauro
Freeclimber
L’estetica come parte della performance
Laura Di Mauro, freeclimber e designer di Monza, è nata con un’agenesia all’arto superiore sinistro. A differenza del percorso abituale, è stata l’associazione a contattarla, spinti dal desiderio di sviluppare una protesi per l’arrampicata e approfondire le esigenze specifiche in questo ambito. Laura ha subito chiarito che, salvo rare eccezioni, nel paraclimbing gli atleti preferiscono non utilizzare protesi funzionali, poiché potrebbero compromettere il grip in parete.
L’incontro con TWR
Tuttavia, ha colto l’occasione per proporre un progetto protesico dal forte valore simbolico ed espressivo: una protesi estetica interamente realizzata in stampa 3D, con struttura leggera e forme da lei stessa disegnate, in grado di rappresentare il suo lato creativo e garantire allo stesso tempo massimo comfort.
L’esperienza con Laura ha rafforzato in noi una consapevolezza fondamentale: l’estetizzazione della protesi non è un dettaglio, ma una parte integrante del processo progettuale, con un impatto diretto sull’identità e sull’autostima della persona.
Israel Centeno
Enduro
Dall’ingegno artigianale alla sicurezza in sella
Israel Centeno, giovane messicano nato con un’agenesia all’arto superiore sinistro, ha sempre nutrito una grande passione per l’Enduro. Per anni, privo di alternative reali, ha fatto ricorso all’ingegno personale costruendosi un rudimentale supporto in profilato di alluminio, che gli permetteva di collegare il moncone al manubrio. Una soluzione pericolosa, instabile e priva di qualsiasi sicurezza, adottata unicamente per non rinunciare ad andare in bicicletta.
L’incontro con TWR
In Messico, il sistema sanitario non prevede accesso alla protesica sportiva – e, spesso, neppure a quella tradizionale – rendendo per Israel l’accesso a un ausilio idoneo praticamente impossibile.
Nonostante i migliaia di chilometri di distanza, è entrato in contatto con Together We Ride, che si è attivata per individuare una struttura in grado di effettuare la scansione 3D nella sua regione e iniziare così un percorso a distanza.
Grazie a un processo di co-progettazione e test successivi, Israel ha ricevuto prototipi progressivi fino alla realizzazione di una protesi definitiva, che gli ha finalmente permesso di massimizzare le sue prestazioni in sella e, soprattutto, di affrontare i trail in piena sicurezza. La sua tenacia e il suo coraggio sono il simbolo di quanto la tecnologia possa abbattere ogni barriera, quando viene messa al servizio della passione.


"Con Together We Ride finalmente posso affrontare i trail in sicurezza e al massimo delle mie possibilità.”
Ogni storia che raccontiamo è una tappa di un viaggio condiviso.
UNA COMUNITA' CHE CRESCE

Le protesi per uso sportivo che realizziamo non sono solo strumenti: sono ponti tra persone, passioni e territori.
Insieme ai nostri partner, tecnici e volontari, continuiamo a costruire una rete che unisce innovazione e inclusione sportiva, trasformando i limiti in nuove possibilità.
Se vuoi far parte di questa rete, hai diverse opzioni:
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